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martedì 26 agosto 2025

Tavole incompiute o scartate #8: Massimo De Vita e Top de Tops (dal web)

Come anticipato, l'ultimo post di questa lunga serie di tavole incompiute vira su un altro dei Maestri del fumetto Disney Italiano, ovvero Massimo De Vita.

La tavola in questione è la 38-esima (la penultima) della storia "Topolino e le pergamene di Alessandria" e appartiene al ciclo delle Top stories scritte da Giorgio Pezzin

Questo ciclo è stato disegnato ininterrottamente da Massimo De Vita dall'esordio del personaggio fino al 2002, con la storia: "Topolino e il regno di sotto". (Quando, nel 2021, dopo una pausa di circa vent'anni, Pezzin ha ripreso a scrivere storie con De Tops protagonista, De Vita si era appena ritirato dalle attività e il testimone è passato a Davide Cesarello [qui i link alla sua pagina Instagram e alla sua pagina ufficiale sul sito di Topolino], che penso avremo senz'altro modo di incontrare da queste parti).

Ecco qui la tavola scartata da De Vita (la penultima tavola della penultima storia da lui disegnata con De Tops), a fianco della versione pubblicata nel 2002 su Topolino 2430:


Qui ci sono direttamente le parole del suo autore a motivare il perché di questa scelta:


A mio avviso,la visuale in campo lungo poteva avere una resa più drammatica, permettendo di inquadrare anche la città e, quindi, di rappresentare le persone che interrompevano le loro faccende per guardare, spaventate o stupite, l'esplosione della nave. Comunque, in effetti l'inquadratura ravvicinata rappresenta meglio l'esplosione e rende maggiormente l'idea del pericolo corso da Top de Tops.

Ad ogni modo, e sempre a proposito di questa tavola, a pag. 93 del volume: "Le serie imperdibili n. 4", Giorgio Pezzin commenta a proposito di questa storia: "Rispetto al soggetto originale la storia è stata modificata introducendo Arno McPip, un personaggio che assomiglia molto ad Indiana Pipps e che serve apparentemente a fare da spalla a De Tops nei suoi ragionamenti e deduzioni. Io ho sempre fatto lavorare De Tops da solo e quando ha avuto bisogno di una spalla ho sempre usato il suo arguto maggiordomo, o il Pippo di turno che, in questo caso, doveva essere Pipnut, e che è diventato invece Meknes, un anonimo pescatore marocchino."

In effetti, la sceneggiatura originale della tavola 39 (ricevuta per gentile concessione di Giorgio Pezzin, qualche anno fa) vedeva De Tops affrontare da solo l'esplosione:

Si nota anche che la sceneggiatura prevedeva una sequenza particolarmente elaborata, con la prima vignetta in cui De Tops doveva saltare saltare da un oblò, le vignette 2 e 4 che dovevano costituire assieme una doppia vignetta verticale con i marinai in fuga negli ultimi istanti della nave, e con la vignetta 3 (che così rimaneva incastonata tra le altre) a mostrare l'esplosione.
 
De Vita  ha anticipato la sequenza della fuga nelle vignette finali della tavola precedente (effettuando evidentemente anche altre modifiche nelle pagine prima, per "ricavarsi" lo spazio necessario), utilizzando però lo schema appena descritto, anche se in modo speculare: la doppia vignetta verticale, cioè, appare sulla sinistra, mentre sulla destra ci sono le due vignette della fuga (come si può vedere nell'immagine qua vicino).
Tutto questo probabilmente per fare in modo che, girando pagina per passare alla tavola successiva, il lettore si trovasse immediatamente di fronte alla drammatica esplosione della nave e che ci fosse lo spazio per rappresentarla in tutta la sua epicità con un'intera quadrupla!

La storia continua poi con le vignette 5 e 6 che seguono grossomodo le indicazioni di Pezzin, anche se inizialmente De Vita la segue più fedelmente, in quanto le due vignette sono unite e compare un unico baloon che dà voce a De Tops, per rammaricarsi della perdita delle anfore (come effettivamente indicato da in sceneggiatura... presenza di McPip a parte, che in effetti in questa scena è solo di contorno), mentre nella versione finale le due vignette sono separate: nella prima De Tops effettua la battuta prevista in sceneggiatura e nella seconda viene dato spazio a McPip che segnala l'arrivo di una nave.

Al di là della resa, migliore o meno, del prodotto finale, questo è senza dubbio un esempio concreto di come potesse capitare che De Vita si "impadronisse" delle sceneggiature che riceveva, modificandole alla luce del suo gusto personale per ottenere quello che lui reputava essere un migliore risultato, ma incorrendo di conseguenza in un potenziale contrasto con lo sceneggiatore, che rimaneva all'oscuro di tutto fino alla pubblicazione finale. 


Le scansioni delle immagini originali presenti in questo post
sono state cortesemente fornite dal paperseriano "maghetto".


(Copyright delle immagini e dei personaggi della Disney e degli aventi diritto)

venerdì 22 agosto 2025

Tavole incompiute o scartate #7: Altre tavole scartate di Giovan Battista Carpi (dal web)

Si è già visto negli scorsi post come a volte Giovan Battista Carpi abbia rifatto intere tavole per cambiarne alcuni aspetti (e, in questo caso, la tavola scartata ha il più delle volte l'inchiostratura interrotta), ma anche che, nella seconda parte degli anni '70, abbia riprodotto delle tavole per accontentare qualche collezionista (e, in questo caso, l'inchiostrazione è terminata, ma la tavola presenta alcune modifiche minime, quasi che Carpi volesse lasciare il segno del proprio rifacimento d'autore).

Vedremo in questo post soprattutto esempi di riproduzione d'autore, ma verso la fine ci troveremo di fronte ad alcune tavole scartate.  

"Zio Paperone e i dollari surgelati"

 Storia scritta da Giorgio Pezzin nel 1978 e pubblicata su Topolino numero 1154.

  • Tavola 16

(Immagine della tavola presa dalla pagina ComicArtFans di un collezionista)

Le differenze tra questa tavola e la versione rifatta sono solo nelle espressioni dei Bassotti e di Nonno Bassotto, oltre che nella realizzazione leggermente diversa di qualche elemento di contorno (come ad esempio la stufa nella prima vignetta o la porta nell'ultima). Come già anticipato, direi che si tratta di una versione rifatta per un collezionista.  


"Zio Paperone e le guerre planetarie"

Questa storia, uscita sui numeri 1172 e 1173 di Topolino, nel 1978, è stata scritta da Guido Martina per sfruttare il successo di "Guerre Stellari"  richiamandone il titolo e il tema fantascientifico, anche se poi la trama non ha nulla a che vedere con la saga di George Lucas. 

Nelle tre tavole che seguiranno le differenze con la versione pubblicata sono minime: qualche pianeta in più o in meno, o disegnato in modo diverso, oppure una diversa realizzazione delle esplosioni o delle rocce, una diversa forma delle strumentazioni a bordo dell'astronave, e poco altro. Pertanto anche in questi casi dovrebbe trattarsi di tavole riprodotte per un collezionista. 

  • Primo episodio - Tavola 20

(Immagine della tavola presa dalla pagina del commerciante di tavole Galerie Laqua)

  • Primo episodio - Tavola 24

(Immagine della tavola presa dall'asta Lot-Art dell'8 luglio 2020)

  • Secondo episodio - Tavola 8

(Immagine della tavola presa dall'asta LittleNemo del 19 dicembre 2019)

(Forse, in questa tavola, le fattezze inquietanti che conferiscono al pianeta della quadrupla iniziale un volto diabolico sono l'unica variazione un po' più significativa tra quelle viste in questo gruppo di tavole).

 

"Paperin-Tarzan e il nostalgico King"

Questa storia, scritta da Guido Martina, è uscita nel 1978 su Topolino n. 1175.

La storia fa parte di un mini-ciclo di otto storie scritte da Martina tra il 1978 e il 1981 e incentrate sui personaggi di Paperin-Tarzan e del gorilla King. Questa è la seconda storia della serie, oltre che la seconda disegnata da Carpi (che in tutto ne disegnerà tre; le altre cinque storie avranno i disegni di Cavazzano, Chierchini, Scala, Lostaffa e dello studio Francesc Bargadà).

  • Tavola 2

La tavola che andremo a vedere è senza dubbio un rifacimento, non foss'altro perché l'immagine è stata presa dalla pagina Facebook della libreria Milone, già citata più volte (a partire da questo post), come esempio di un rifacimento d'autore di Carpi. Comunque, lo si sarebbe capito lo stesso anche dal fatto che la tavola è completamente inchiostrata, ma senza baloon, e che sono presenti variazioni così piccole rispetto alla versione pubblicata da non giustificare un rifacimento.

Ecco il confronto tra le due versioni:

Nel dettaglio:

    • nella prima vignetta della tavola rifatta, l'espressione di Paperino è irritata, mentre nella versione pubblicata è più spaventato;
    • nella seconda vignetta sono due le guardie che si lanciano al soccorso di Paperino (anche se una è completamente oscurata, come se fosse contro luce), invece che una sola come nella versione apparsa su Topolino;
    • infine, nella vignetta quadrupla che chiude la tavola, cambiano solo il modo in cui è rappresentata la vegetazione di contorno della scena, la posizione del cartello del chiosco dei gelati di cui si è impossessato King, la posizione del braccio destro del gorilla e, quasi impercettibilmente, le espressioni delle tre guardie.

"Zio Paperone e le case gonfiabili"

Storia scritta da Giorgio Pezzin nel 1981 e pubblicata su TL 1346.

  • Tavola 2

(Immagine della tavola presa dalla pagina Comic Art Fans di un collezionista)

Probabilmente il motivo del rifacimento di questa tavola risiede nelle espressioni del volto di Zio Paperone nelle prime due vignette: nella prima da mesto e crucciato diventa quasi sognante, mentre nella seconda rimane sempre deciso e perentorio, ma assumendo la tipica posa urlante con cui viene spesso raffigurato da Carpi. Data l'inchiostratura interrotta, qui si ha quasi sicuramente a che fare con una tavola rifatta.

 

"Le GM nel palazzo della natura"

Questa storia, abbastanza rara (è stata ristampata solo una volta nel 2013 su Disney Anni d'Oro) e di cui non si conosce l'autore dei testi, è stata disegnata da Carpi nel 1987 e pubblicata in un fascicoletto spillato allegato a Topolino 1635. 

La storia serviva ad un'opera di sensibilizzazione ambientale promossa dall'allora neo Ministero dell'Ambiente (essendo stato introdotto solo l'anno precedente, con legge 349/86). Iniziavano infatti a circolare proprio in quegli anni, nella Politica e nell'opinione pubblica, le prime tematiche legate ad uno sviluppo sostenibile (è proprio del 1987 il Rapporto Brundtland: "Il Nostro Futuro Comune", promulgato dalla Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo, su incarico delle Nazioni Unite, che per la prima volta individuava i punti critici e i problemi globali dell'ambiente). 

Topolino è quindi tra i primi a cavalcare questa nuova onda di ambientalismo che si stava diffondendo.... anche se purtroppo con risultati che, a distanza di quarant'anni, si possono definire abbastanza insufficienti.

  • Tavola 18

(Immagine della tavola presa dall'INDUCKS)

L'immagine riportata sopra, non corrisponde in realtà a tutta la tavola, ma solo alla quadrupla superiore. La scena raffigura la tribù dei Paperi che viene ricevuta in rappresentanza della città di Paperopoli dal Ministro dell'Ambiente di Roma (!), per cercare di risolvere enormi problemi di inquinamento nella città dei Paperi.
Dal punto di vista prospettico, la scena è strutturata nello stesso modo, ma cambiano la posizione dei tre nipotini, che vengono raffigurati in posizione più solenne (in piedi e calzando il cappello delle GM), così come meno informali sono le sedie su cui siedono Paperino, Paperone e Nonna Papera, disegnate al posto di un confortevole divanetto abbinato a due altrettanto comode poltrone; compaiono inoltre una bandiera italiana alla destra della scrivania Ministro, una vistosa pianta ornamentale alla sinistra e, curiosamente, una coppia di orsacchiotti ai lati della stanza (quasi a voler bilanciare tanta formalità); viene inoltre eliminata una spaziosa finestra, spostando la posizione della porta, della cartina dell'Italia e di altri poster e, infine, sulla scrivania, al posto di una sorta di computer/telescrivente, vengono disegnati dei libri.


(Copyright delle immagini e dei personaggi della Disney e degli aventi diritto)
 

venerdì 8 agosto 2025

Tavole incompiute o scartate #3: Carpi e la saga di Sandopaper (dal web)

Come detto qualche post fa, iniziamo una carrellata di immagini di altre tavole incompiute, scartate o riprodotte che mi sono capitate tra le mani negli anni, dal vivo o sul web, ma che non sono di mia proprietà. 

Quasi tutte le immagini che ho rinvenuto sono del maestro Giovan Battista Carpi. L'unica tavola scartata di un altro autore Disney italiano che sono riuscito a recuperare è di Massimo De Vita.

Come già accennato nel post introduttivo, nel caso di Carpi, però, può essere difficile stabilire quando si tratta di una tavola scartata e quando di una delle commission. Sembrerebbe infatti (a detta di questo post su facebook della libreria Milone) che negli anni '70 l'artista genovese sia stato contattato da un collezionista in cerca di tavole originali e che, dato che tutti gli originali delle storie erano in possesso dell'editore Mondadori (per poi finire in gran parte al macero quando la Mondadori entrò nel gruppo Fininvest, negli anni '90... ma questa è un'altra storia), Carpi abbia rifatto le tavole in modo fedele all'originale, inserendo però molte piccole varianti, quasi a voler testimoniare che si trattasse di una riproduzione d'autore.

Come metro di giudizio, quando la tavola ha delle parti incomplete/ancora a matita è molto probabile che si abbia a che fare con una tavola scartata, mentre quando è l'inchiostrazione è conclusa, ma la tavola differisce dalla versione pubblicata solo per alcuni dettagli minori, si potrebbe trattare di una riproduzione d'autore

Poiché complessivamente le immagini che ho raccolto sono quasi una ventina, per rendere il tutto più fruibile le dividerò in 6 post complessivi

  • questo, in cui ci saranno soltanto tavole tratte dalle parodie salgariane di Carpi; 
  • il prossimo post (il numero #4 su questo tema), con tavole tratte dalla parodia di "Guerra e Pace" disegnata da Carpi;
  • il post numero #5 su questo tema, con tavole tratte dalla saga di "Messer Papero" di Carpi e Guido Martina;
  • il post numero #6, con tavole tratte dalla parodia "Zio Paperone e il mistero dei candelabri", di Carpi;
  • il post numero #7, con tavole tratte dalla storia fantascientifica "Zio Paperone e le guerre planetarie", di Carpi e Martina, e da altre storie, 
  • un ultimo post (il #8 e, per ora, ultimo su questo tema), con la tavola scartata di Massimo De Vita per una storia di Top de Tops, ovviamente scritta da Giorgio Pezzin.

"Sandopaper e la perla di Labuan"

Parodia in due parti del romanzo: "La tigre della Malesia" di Emilio Salgari, scritta da Giovan Battista Carpi e Michele Gazzarri e disegnata dallo stesso Carpi, pubblicata nel 1976 sui numeri 1096 e 1097 di Topolino.

  • Primo episodio - Tavola 1 

(Immagine della tavola presa da Urania Aste, per l'asta del 6 giugno 2020)

A livello di struttura complessiva, la splash page che introduce la parodia rimane grossomodo uguale, ma cambia il Paperino/Sandopaper a fianco del titolo (da figura intera viene inquadrato a mezzobusto e assume un'espressione più furfantesca, enfatizzata dall'impugnare anche una pistola da pirata, oltre alla lunga sciabola che si estende per quasi tutta la lunghezza del titolo, e alla cui estremità vi compare un passerotto, prima assente, quasi a sdrammatizzare la scena) e cambia lo stile con cui vengono rappresentate la tigre e la vegetazione a cornice della vignetta, leggermente più umoristici e meno realistici rispetto alla versione non pubblicata. Potrebbe trattarsi di una riproduzione dello stesso autore.

  • Primo episodio - Tavola 12 

(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista)

Da un lato, Yanez, Sandopaper e i nipotini non vanno incontro a cambiamenti significativi lungo tutta la tavola (solo il fucile di Sandopaper non spara più nella versione finale).
Le principali variazioni sono soprattutto nella quadrupla iniziale, che presenta la stessa messa in scena precedente, ma con: i pirati leggermente diversi nei tratti del viso; l'assenza della scimmietta col cappello che osserva divertita la scena; l'aggiunta di un pennuto sonnolento che fuoriesce con la testa da un tronco; la diversa rappresentazione del fogliame delle piante. Anche in questo caso dovrebbe trattarsi di una riproduzione dello stesso autore.

  • Primo episodio - Tavola 29

(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista)

Le due tavole appaiono molto simili. Nella versione finale della quarta vignetta le gambe dei Bassotti fuoriescono dalla squadratura della vignetta e le loro teste sono posizionate in modo un po' diverso, ma le altre modifiche sono ancora più secondarie.
Ad esempio, nella versione definitiva lo stile con cui sono disegnate la cassaforte e la sua maniglia nella prima vignetta, le piante nella quarta vignetta e il comò nella sesta diventa un po' più morbido e cartoonesco. Inoltre, insieme a Paperone, nell'ultima vignetta se la ride anche un serpentello che fuoriesce da un vaso e che prima non era presente. Altro caso di riproduzione d'autore.

  • Secondo episodio - Tavola 1 

(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista)

Anche in questa quadrupla che apre il secondo episodio della storia, il concept di fondo della scena rimane lo stesso: Sandopaper, Yanez, i nipotini e l'allegra marmaglia di pirati sono abbarbicati alla nave con cui si stanno recando a Labuan, con i loro alcolici, le armi e tutto un corredo di animali che abbiamo visto essere spesso utilizzati da Carpi come contorno di scena (in questo caso si tratta di un gatto, un serpente e un volatile).
Cosa cambia, a parte la fisionomia dei pirati (come abbiamo visto poco sopra con la tavola 12 del primo episodio) e lo stile con cui sono disegnati gli animali, sono le singole pose e situazioni che si vengono a creare: la fisarmonica, che nella prima versione è suonata da un pirata, nella seconda la suona un nipotino (e il pirata scompare); il gatto, dall'essere seduto su un albero della nave, passa ad essere sdraiato su una vela; una seconda nave sullo sfondo viene eliminata, forse per dare più rilievo alla gag di un pirata che precipita in mare (o, forse, per non dare l'impressione che i Tigrotti fossero seguiti) e---infine---Sandopaper, che inizialmente sembra salutare con la mano aperta, regge radioso una scimitarra.
A rigore, questa parrebbe una riproduzione dell'autore (anche per la presenza abbastanza inusuale di retini), ma le indicazioni scritte a matita sulla parte superiore della tavola, quasi a lasciare frettolosamente delle indicazioni alla redazione, qualora non fossero state inserite da qualche collezionista/commerciante, farebbero quasi più pensare che si tratti di una tavola scartata.

  • Secondo episodio - Tavola 8

(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista)

Nella prima vignetta doppia cambia soltanto l'assortimento di oggetti improbabili che vengono lanciati con i cannoni (al posto di un ferro da stiro, un fiasco, una catena, uno sgabello, una forchetta ed una scarpa vengono sparati un macinino, una bottiglia e un coltello infilzato in un salame; rimangono invece in tutte e due le versioni un gatto (sic!), un prosciutto, una botte, un'ancora oltre, ovviamente, a qualche palla di cannone). Nelle altre vignette si hanno soltanto minime variazioni di prospettiva o inquadratura della scena. Qui si torna a non avere dubbi che si tratta di una riproduzione dell'autore.

"Le due tigri"

A dodici anni di distanza dal primo episodio, ma questa volta da solo ai testi, Carpi effettua la parodia del romanzo di Emilio Salgari: "Le due tigri", uscita nel 1988 su Topolino numero 1678. 

Rispetto alla storia precedente viene aggiunto Paperoga, nei panni di Tremal-Naik, mentre  Paperina non interpreta più Paperanna, la perla di Labuan del primo episodio, ma Ada, la fidanzata di Paperoga che viene rapita dai Bassotthugs.
Gli altri personaggi sono gli stessi, e quindi compare nuovamente Yanez che però, dopo questa storia, troverà spazio soltanto per un'altra apparizione, prima di scomparire del tutto. Il personaggio che interpreta Yanez lo si troverà, in tutt'altro ruolo, ne "Il mistero dei candelabri", con cui Carpi nel 1989 farà la parodia dei "Miserabili" di Victor Hugo). E, se si esclude l'apparizione del 1978 in: "Paperino e l'intrepido Paper-Tarzan", con testi di Guido Martina e disegni di Carpi, la sua "carriera" disneyana non conta altre apparizioni.
Per rivedere Sandopaper, invece, bisognerà aspettare il 2002, in un prologo scritto da Massimo Marconi e disegnato da Salvatore Deiana per una ristampa delle due parodie, e il 2024, per il reboot (curiosamente senza Yanez) delle avventure di Salgari, scritto da Alessandro Sisti e disegnato da un superlativo Andrea Freccero

  • Tavola 27

(Immagine della tavola presa dal volume "I Disney Italiani", di Boschi, Gori e Sani, Granata Press, 1990)

Nel volume da cui è stata presa questa immagine, è scritto che si tratta di uno schizzo (didascalia dell'immagine, a pag. 87), ma forse si tratta della tavola definitiva fotocopiata durante una fase intermedia dell'inchiostratura. Infatti le due tavole sembrano combaciare perfettamente e mancano solo nelle prime quattro vignette alcuni dettagli dello sfondo o alcune sagome che, probabilmente, non sono state ancora inchiostrate.

  • Tavola 28

Qui non c'è nulla da aggiungere, dato che di questa tavola ne ho parlato un paio di post fa.


  • Tavola 31


Questa tavola, la cui immagine è stata presa in corrispondenza del sopracitato post della pagina Facebook della libreria Milone, per cui è senz'altro una delle riproduzioni dell'autore.
Tra le principali differenze, l'espressione della dea Ralì, che risulta più cattiva nella versione non pubblicata (tra le altre differenze, ha qui i capelli più lisci, entrambi gli occhi sono aperti, invece che averne uno semichiuso, e all'alluce sinistro manca una piccola fasciatura). Altre minime variazioni nelle posture ed espressioni dei Bassotti, oltre che alla disposizione o assenza di stelle attorno alle loro teste.


(Copyright delle immagini e dei personaggi della Disney e degli aventi diritto)