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martedì 27 gennaio 2026

Le deformazioni d'autore di Bottaro 3/3

In questo terzo e ultimo post sulle "deformazioni" artistiche di Luciano Bottaro si darà spazio ad altri esempi non più presi direttamente dalle vignette delle storie, ma da illustrazioni pubblicate in ambito di vario tipo oppure da disegni fatti appositamente su commissione.


Illustrazioni

- Tra il 1978 e il 2015 la fanzine tedesca "Der Donaldist" chiese a numerosi autori Disney di interpretare una scena con il titolo: "Hey, Daisy, Whatever Happened To Scrooge?" (trad. "Hey, Paperina, che fine ha fatto Paperone?"). Oltre a Bottaro, il cui contributo del 1982 è riportato a seguire, sono stati interpellati Freddy Milton, Bob Foster, Don Rosa, Ulrich Schröder e altri.

I Maestri Disney n. 10 (Disney Italia, 1998)

I Maestri Disney n. 21 (Disney Italia, 2001)

I Maestri Disney n. 33 (Disney Italia, 2001)

Les trésors de Picsou 65 (Hachette, 2023), primo di tre tomi dedicati a Luciano Bottaro nel mercato francese per la serie: "Les grands maîtres de la BD Disney - Luciano Bottaro".

Les trésors de Picsou 66 (Hachette, 2027), secondo di tre tomi dedicati a Luciano Bottaro. Questo disegno è una rielaborazione e colorazione dell'illustrazione "Hey, Daisy, Whatever Happened To Scrooge?".


Commissioni

I seguenti disegni sono commissioni/illustrazioni che nella maggior parte dei casi Luciano Bottaro ha eseguito per suoi amici o ammiratori, e sono o prese da scansioni sottomesse al database mondiale dei fumetti Disney INDUCKS oppure da immagini pubblicate nelle pagine personali di appassionati di tavole e disegni originali sul sito Comic Art Fans.

- Paperoni deformati dalla pagina CAF di Bastiano Deschmann:

- Pippo e Nocciola dalla pagina CAF di Francesco Favero:

- Un sacco di altri Paperoni deformati dalla pagina CAF di Home for Ducks Collection (si notano forti richiami all'illustrazione "Hey, Daisy, Whatever Happened To Scrooge?"):

- Un Paperino (neanche a dirlo, deformato) sott'acqua, sempre dalla pagina CAF di Home for Ducks Collection:

- Paperino e Rebo dalla pagina CAF di Luca Reinero:

- Un Paperone deformato dalla pagina CAF della "Galleria dell'Arco", degli amici Carlo e Ružica di Santa Margherita Ligure (GE):

- Un'altra scena con Paperino e Rebo, la cui immagine è stata sottomessa sull'INDUCKS dall'utente Chabacano:

- Una scena con Paperino e Paperone, la cui immagine è stata sottomessa sull'INDUCKS dall'utente Ferdinando:

- Una seconda scena con Paperino e un Paperone decisamente più minaccioso del solito, la cui immagine è stata sottomessa sull'INDUCKS sempre dall'utente Ferdinando

- Un'altra immagine di Pippo e Nocciola recuperata dal saggio/antologia: "I Magnifici - Bottaro" uscito nel 2011 per l'editore Comma22, a cura del solito, indimenticabile, Luca Boschi:

- Un'ennesima scena con Paperino e Rebo che un tempo è stata in mio possesso, ma che---di dimensioni troppo grandi, 38cm x 48cm, sia per essere incorniciata che per finire custodita in un album---ho ceduto e non ho più traccia di chi sia il proprietario:

- Un'ultima immagine con Pippo e Nocciola, tratta dal volume edito nel 2010 da ANAFI: "Luciano Bottaro - Un sorriso lungo una vita", a cura di Silvio Costa, Marco Della Croce, Franco spiritelli, Luciano Tamagnini:

martedì 13 gennaio 2026

Le deformazioni d'autore di Bottaro 1/3

Se il precedente post si riferiva ai miei due primissimi acquisti di tavole originali, questo nasce invece dall'intenzione di presentarne uno degli ultimi: uno Zio Paperone paperinizzato (o un Paperino ziopaperonizzato?) dell'immenso Luciano Bottaro

Sull'artista ligure di Rapallo c'è una sterminata (ma mai sufficiente) mole di volumi e siti web a lui dedicati. Mi sembra doveroso iniziare dall'aggiornatissimo sito dedicato a Luciano Bottaro (curato dagli eredi dell'autore, Annabella Bottaro in primis), affiancato da una pagina su Instagram molto attiva, in cui è possibile trovare un po' di tutto: da informazioni biografiche di vario tipo a un elenco sterminato di riferimenti a stampe/ristampe di storie e raccolte, disneyane e non, italiane e non, oltre che articoli,  saggi, interviste, eventi e qualsiasi altra notizia riguardante questo indimenticabile autore.

Altrimenti, sfogliando velocemente l'INDUCKS per limitarci soltanto alla sua produzione disneyana, ci si può interessare a:

  • i numeri 3, 15, 20 e 26 della testata "Capolavori Disney" dedicati a "Le grandi storie di Luciano Bottaro", usciti nei primi anni '90 per dell'Editore ComicArt, a cura di Luca Boschi;

  • i "Maestri Disney" n. 3, 10, 16, 21, 26, 33, 37, usciti tra la fine degli anni '90 e il 2009 per la Disney Italia, anche questi a cura di Luca Boschi;

  • il volume "Luciano Bottaro - un "gioviale" omaggio" con cui, nel 2006, la community del Papersera inaugurò la testata "La biblioteca del Papersera" (e fece in tempo ad omaggiare l'autore con il tributo); 

  • il volume "Grandi autori - Luciano Bottaro" (Speciale Disney n.102 del 2024) con cui, in tempi più recenti, la Panini, nella figura di Davide Del Gusto, ha selezionato alcune delle sue storie più significative;

  • pubblicazioni straniere a lui dedicate, dove sono state scelte alcune sue storie epocali, corredate con un qualche apparato critico e iconografico.
    Giusto a titolo di esempio, visto il successo dell'autore oltr'Alpe, indicherei i numeri 65, 66 e 67 della collana francese: "Les trésors de Picsou" dedicata ai grandi maestri del fumetto. 

Ho deciso di riferirmi a questo mare magno di dati e informazioni allo scopo di selezionare alcuni contributi che mi sembrano utili a contestualizzare il disegno originale in mio possesso, vista l'abitudine di Bottaro (per i pochi che non ne fossero a conoscenza) di deformare i personaggi,  tendenza nata già nel lontano 1960 con "Paperino e il razzo interplanetario" (come ben testimoniano le vignette qua attorno), ma esplosa soprattutto dell'ultima parte della sua carriera, dopo una parentesi di qualche anno passato lontano dai personaggi Disney. 
Già sul finire degli anni '70, infatti, la produzione di storie disneyane dell'autore aveva iniziato a rallentare, probabilmente per colpa di qualche divergenza di vedute artistiche con la direzione di Topolino, di fronte ad un certo appiattimento delle storie che venivano pubblicate in quegli anni, ma anche per il continuo impegno di Bottaro con la produzione di storie richieste dal mercato francese. Basta pensare che, dopo "Paperinik e il paracadute ascensionale" del 1978, la storia successiva disegnata da Bottaro per Topolino è "Zio Paperone e il dollarfluid" del 1984. Quando però la licenza delle storie passò dallo storico editore Mondadori alla Disney Italia, Bottaro decise di interrompere ufficialmente ogni collaborazione con Topolino per una evidente incompatibilità con le strategie editoriali, compreso il problema dei diritti d'autore e della proprietà delle tavole originali disegnate dagli artisti, battaglia tutt'ora non risolta e che Bottaro fu tra i primi a intraprendere.
Bottaro torna a lavorare con topi e paperi solo nel 1993, con "Pippo e il video-esame", mantenendo fino al termine della sua attività, nel 2006, una produzione regolare di storie, di cui ne scriverà quasi sempre anche i testi, potendosi forse così concedere qualche sfizio creativo e libertà maggiori che in passato.

Anche se la sua ultima storia pubblicata è "Zio Paperone sul trabiccolo" (uscita postuma nel 2007 sul volume 33 de "I Maestri Disney"), la sua ultima storia uscita su Topolino settimanale è: "Pippo e la corona delle streghe", del 2005. Ed è con questa storia che di fatto Bottaro si accomiata dai suoi lettori e, forse soprattutto, dai suoi personaggi, scrivendo un epilogo estremamente delicato e poetico alla decennale bagarre tra Pippo e la strega Nocciola, sempre impegnata a cercare di convincerlo dei propri poteri magici. 

Di seguito alcune simpatiche, ma toccanti, vignette della scena finale:

sabato 10 gennaio 2026

Terremoto Gottfredson

Dopo una lunga serie di post tematici, mi sembra "giusto" spezzare il trend con alcuni post che tornino al senso con cui, nel lontano 2010, avevo aperto questa pagina, ovvero fare da vetrina, parallelamente alla mia area su Comic Art Fans, ad alcuni disegni originali in mio possesso, approfittando del fatto qui è possibile dar loro più spazio e fare eventualmente maggiori approfondimenti.

Visto che il primo disegno originale che ho acquistato in assoluto (dal sempre ottimo Francesco Bazzana, in una lontana fiera di Genova dell'autunno 2006) l'ho già esibito lo scorso Luglio, continuo con un altro dei pezzi più significativi della mia collezione, sia per il mio gradimento estetico che per l'importanza dell'autore.

Si tratta di una striscia comprata sempre nel 2006 (questa volta da Galerie Laqua), realizzata da Floyd Gottfredson (giusto per restare in tema con gli ultimi post) nel suo ultimo anno di attività, ma ancora in formissima con i disegni:


Quella sopra riportata è in realtà una scansione in toni di grigio dato che i retini utilizzati per fare da riempitivo sono in un color seppia scuro che rendono poco in scansione. Forse rende meglio l'idea una fotografia:


La risoluzione di queste immagini non è tra le più alte in mio possesso poiché mi riuscirebbe difficile fare nuove scansioni, dato che da subito dopo l'acquisto la striscia è incorniciata, con tanto di passepartout, e appesa in un corridoio di casa mia (dove non picchia luce solare diretta). 
Fino a poco tempo fa questa modalità di conservazione dei disegni originali è stata un caso unico nella mia collezione, ma da quando ho drasticamente ridotto e iniziato a rinnovare i pezzi in mio possesso sono sempre di più gli esemplari che prediligo vedere affissi. (Tra qualche post metterò una foto di come si presenta ora una delle mie pareti adornata di originali).

Questa striscia è uscita sui quotidiani statunitensi il 22 Aprile 1975 ed è stata pubblicata solo due volte in Italia: 
  • nell'agosto del 1989, sul numero 235 della collana "New Comics Now" della casa editrice ComicArt (fondata da Alfonso Traina e che si avvalse, tra gli altri, della preziosa collaborazione di Luca Boschi);

  • nel maggio del 2010, sul numero 30 della collana "Gli anni d'oro di Topolino", che ha pubblicato tutte le strisce di Gotffredson per l'editore RCS (sempre a cura di Luca Boschi, questa volta con Alberto Becattini). 
Tutte le informazioni sono sono comunque visibili sull'INDUCKS cercando il suo codice storia: YM 74-04-22.

Qui di seguito le scansioni di entrambe le pubblicazioni italiane: la prima in toni di grigio, la seconda ricolorata.




Non ho trovato molte altre strisce dove Gottfredson fa un uso così virtuoso delle linee di movimento, sia nel testo dei baloon che nel delineare i tratti di Topolino e Pippo (soprattutto nella prima vignetta, dove i contorni dei personaggi sono così esasperati da renderli quasi deformati). Per verificare questa constatazione, che oltretutto mi fornosce un aggancio per il prossimo post, ho cercato altri esempi di dinamismo analogo tra le strisce degli ultimi 25 anni di attività di Gottfredson (da quando, cioè, dalle trame avventurose d'un tempo Gottfredson si è trovato costretto a passare a simpatiche scenette autoconclusive di vita domestica) e quello che segue sono i risultati:
I riferimenti su INDUCKS delle strisce qui sopra sono, nell'ordine, i seguenti:

lunedì 29 dicembre 2025

Strisce di Floyd Gottfredson #1 - Bozzetti per strisce PUBBLICATE - Mickey Mouse 1/2 (dal web)

L'attività di Floyd Gottfredson come disegnatore delle strisce giornaliere di Topolino sui quotidiani statunitensi durò per più di quartantacinque anni: i suoi disegni furono pubblicati dal 5 maggio 1930 al 15 novembre 1975.
Curiosamente, gli unici bozzetti di cui ho trovato delle immagini in rete, e che userò per questo post, sono collocati temporalmente proprio pochi giorni dopo l'inizio della sua attività di disegnatore e pochi giorni prima del termine della sua lunga carriera.

Strisce per "Topolino nella valle infernale"

Floyd Gottfredson iniziò la sua attività disneyana subentrando a Win Smith nella striscia del 5 maggio 1930 della storia: "Topolino nella valle infernale", che vediamo qui di seguito:


La storia, iniziata il 1° aprile di quell'anno, inizialmente aveva i testi scritti dallo stesso Walt Disney, che però il 19 maggio assegnò l'incombenza a Gottfredson, dopo due sole settimane da che aveva iniziato ad occuparsi dei disegni. All'inizio Gottfredson, comunque, non godeva di una completa libertà d'azione e, per un paio di mesi, dovette collaborare con uno sceneggiatore (il cui nome non è noto) che aveva il compito di rivedere i suoi testi. Spesso, però, Gottfredson si trovò costretto a svolgere a sua volta una sorta di contro-revisione sul lavoro svolto, perché i baloon delle vignette revisionate finivano con l'essere troppo fitti di dialoghi.

Proprio a riguardo di questa storia, alla fine degli anni '90 sono stati ritrovati i disegni preliminari di 5 strisce (e di una vignetta relativa ad, una sesta striscia) pubblicate dal 2 al 7 giugno 1930. Pubblicati sul numero 632 di Walt Disney's Comics and Stories del 1999, in Italia questi bozzetti sono apparsi per la prima volta nel 2010, sul numero 31 della collana "Gli anni d'oro di Topolino", che ha pubblicato la cronologia completa delle strisce di Topolino, per conto del "Corriere della Sera" e "La Gazzetta dello Sport", a cura dell'indimenticabile Luca Boschi e di Alberto Becattini. 

Questi bozzetti sono senza dubbio una bella testimonianza del travagliato lavoro di revisione di cui si è detto sopra.


Daily strip del 2 giugno 1930


Si nota subito nella versione pubblicata la presenza di una vignetta in più, rispetto al bozzetto,  probabilmente per consentire un aggiunta di testo che altrimenti avrebbe appesantito i baloon già molto verbosi. Il resto dei dialoghi, così come gli elementi in scena, le pose, le espressioni e i personaggi secondari, sono rimasti identici.


Daily strip del 3 giugno 1930 - Seconda vignetta


Di un eventuale bozzetto di questa striscia è rimasta soltanto la seconda vignetta, che probabilmente---come nel caso precedente (e come accadrà altre due volte in seguito)---è stata aggiunta in un secondo tempo.

Daily strip del 4 giugno 1930


In questo caso rimane tutto invariato: la scansione delle vignette, i dialoghi, le dinamiche rappresentate ed anche i dettagli delle varie scene (alberi, cartelli sui pali, fili della luce, etc. etc.).


Daily strip del 5 giugno 1930


Qua si torna ad avere una vignetta in più nella versione pubblicata, forse per realizzare una migliore conclusione della scenetta. Si noti anche lo spostamento dell'albero nella terza vignetta, posizionato più a destra, per far rientrare l'ipertrofico baloon che non riusciva a stare dentro al riquadro della vignetta.  Per il resto, i dialoghi sono gli stessi, a parte un: "Miss Cow" che è diventato: "Mrs Cow" (chissà... forse per dare più rispettabilità alla mucca).


Daily strip del 6 giugno 1930


Questa volta la mucca è "Mrs" anche nel bozzetto (prima vignetta) e viene corretto un colloquiale: "yoo" rimpiazzato da "you" (sempre nella prima vignetta); curioso invece, come nella terza vignetta il lamentoso "sniff sniff", che nella bozza era assegnato alla mucca, nella versione pubblicata venga assegnato a Topolino, al posto del "Boo Hoo" che era previsto, forse per evitare una ripetizione con l'identico lamento di Topolino nella quarta vignetta. Si noti infine come il baloon di Topolino, nella terza vignetta, sia così grande da eclissare del tutto l'albero che era presente nel bozzetto.


Daily strip del 7 giugno 1930


Come abbiamo visto succedere altre volte, nel bozzetto manca una vignetta rispetto alla versione pubblicata, anche se qui ne era stata prevista la presenza lasciando uno spazio vuoto, come se non si avesse inizialmente idea di cosa rappresentare. Le altre vignette vengono invece riprodotte fedelmente nella versione finale. Si noti solo, nell'ultima vignetta del bozzetto, come alla mucca che cammina lungo i binari non siano state disegnate le mammelle, che invece fino a quel momento erano presenti. 



mercoledì 20 agosto 2025

Tavole incompiute o scartate #6: "Il Mistero dei Candelabri" di Giovan Battista Carpi (dal web)

"Il mistero dei candelabri"

Storia interamente scritta e disegnata da Giovan Battista Carpi, per parodiare il romanzo: "I miserabili" di Victor Hugo, uscita su Topolino 1743, 1744 e 1745 nel 1989.

Le tavole di questo post sono quasi sicuramente versioni scartate, non foss'altro che per l'inchiostrazione interrotta in corso d'opera. 

Episodio 1 - Tavola 1 

La tavola scartata è ancora una volta la splash page introduttiva della storia, che qui di seguito vediamo affiancata alla versione finale pubblicata, in b/n per consentire un confronto migliore (entrambe le immagini sono prese dal già citato "I Disney Italiani", scritto da Boschi, Gori, Sani e pubblicato nel 1990 da Granata Press):
Le differenze in questo caso sono davvero molte, a partire dal titolo, che inizialmente richiamava direttamente il titolo dell'opera di Victor Hugo. Ogni singolo riquadro di questa composizione viene modificato: 
  • due candelabri che fanno da ornamento al titolo, non sono più uno per lato, a fare da ornamento statico, ma sono entrambi sulla destra e si trascinano dietro una scia di fumo, a dare un che di dinamico e misterioso alla scena;
  • Paperone (Paperjean) si aggira sempre sospettoso, ma non ha più sottobraccio un bauletto, ma direttamente i due candelabri (che, vedremo in seguito, hanno un ruolo simbolico molto importante nella storia);
  • Gambadilegno e Trudy (i coniugi Thenardier), che prima ridevano beffardi, assumono una posa cospiratrice che ben si confà al loro ruolo nella storia;
  • la paperotta che interpreta Cosetta da piccola è rappresentata sempre nello svolgimento di faccende domestiche (anche se da trasportare un secchio la si vede ramazzare per terra), ma è l'espressione a cambiare, da più serena ad affranta e preoccupata;
  • Paperino (Pontmercy) e Paperina (Cosetta da adulta) assumono una posa più solare (e un Cupido compare tra i due, a colpire Paperino); Cosetta inoltre subisce un leggero restyling, sia nei capelli, che da scuri diventano biondi, che nel vestito arricchito da più fiocchi e fronzoli;
  • Javert (interpretato dallo stesso personaggio di Yanez nella saga di Sandopaper), che prima sta semplicemente camminando, assume una posa molto più minacciosa.

Episodio 1 - Tavola 21

La tavola scartata è la ventunesima del primo episodio, e cade a ridosso di un passaggio fondamentale dell'opera (tanto della parodia quanto del romanzo originale), quando Paperjean viene riportato da un gendarme a casa di un signore che gli aveva dato ospitalità (il Vescovo Myriel nel capolavoro di Hugo, un semplice viandante che lo aveva accolto nella propria casa nella parodia disneyana) e da cui era scappato, dopo avergli rubato l'argenteria.
Visto che prima del furto Paperjean si era confidato apertamente con il signore, raccontandogli tutta la sua vita e disavventure, e questi lo aveva preso in simpatia, è proprio quest'ultimo a decidere di dargli una possibilità per redimersi: nega che si fosse trattato di un furto e convince il gendarme non solo che si era trattato di un regalo, ma che in più Paperjean si era dimenticato di portare con sé il dono di due preziosi candelabri d'argento, che diventano così il simbolo del riscatto di Paperjean nel corso della storia. Tanto che, come abbiamo visto con la tavola precedente, portano Carpi addirittura a cambiare l'intero titolo della storia.

Ecco la tavola scartata affiancata a quella pubblicata: 

(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista)

L'interruzione dell'inchiostratura dopo due sole vignette lascia intendere che probabilmente Carpi non era soddisfatto di come era stato reso questo punto cruciale, quando il signore realizza di avere l'opportunità per cambiare lavita di Paperjean. Così, dall'espressione un po' perplessa e meditabonda, il generoso vecchietto viene ridisegnato con un'espressione sveglia e presente, e anche nella seconda vignetta, dove prima dava le spalle al lettore,  si vede il suo volto decisamente entusiasta.

Episodio 1 - Tavola 32: vignetta quadrupla superiore

Quella in questione è ora la vignetta quadrupla che costituisce la parte superiore della tavola 32 del primo episodio, qui riportata interamente nella versione pubblicata:



La vignetta incompleta/scartata che ho rinvenuto tra mie vecchie scansioni (e che credo sia presa dal volume: "Giovan Battista Carpi - Mezzo secolo di fumetti, illustrazioni e creazioni multimediali", scritto da Stefano Bartolomei, Alberto Becattini e Luca Boschi e pubblicato dall'Editrice Comic Art nel 1995) è molto simile a quella pubblicata, tanto da non permettere di capire se è solo una fotocopia effettuata in una fase intermedia dell'inchiostratura (e le modifiche che, in questo caso, sarebbero state fatte in seguito, saranno state effettuate coprendo alcune parti con della biacca o "bianchetto") oppure se fa parte di una tavola scartata per motivi che, nel caso, risiederebbero sicuramente nelle altre due vignette sottostanti che non sono riprodotte, visto che in questa quadrupla non ci sono differenze significative tra le due versione.
Escluderei la pista di una fotocopia effettuata nel corso di un rifacimento d'autore perché le modifiche sono quasi impercettibili e non rientrerebbero nel modus operandi che abbiamo visto avere Carpi in queste circostanze.

Ecco il confronto:

Guardando solo le parti inchiostrate, le differenze principali sono nell'acciottolato della strada, nella grondaia che scende nel muro in ombra alla destra di Paperone, in alcuni pipistrelli alla destra del comignolo della casa centrale, nel tipo di sagomatura del vetro rotto della vetrina sottostante, in alcuni dettagli delle due botti e scatole di legno presenti nella scena, e poco altro.


(Copyright delle immagini e dei personaggi della Disney e degli aventi diritto)