martedì 27 gennaio 2026
Le deformazioni d'autore di Bottaro 3/3
martedì 13 gennaio 2026
Le deformazioni d'autore di Bottaro 1/3
Se il precedente post si riferiva ai miei due primissimi acquisti di tavole originali, questo nasce invece dall'intenzione di presentarne uno degli ultimi: uno Zio Paperone paperinizzato (o un Paperino ziopaperonizzato?) dell'immenso Luciano Bottaro.
Sull'artista ligure di Rapallo c'è una sterminata (ma mai sufficiente) mole di volumi e siti web a lui dedicati. Mi sembra doveroso iniziare dall'aggiornatissimo sito dedicato a Luciano Bottaro (curato dagli eredi dell'autore, Annabella Bottaro in primis), affiancato da una pagina su Instagram molto attiva, in cui è possibile trovare un po' di tutto: da informazioni biografiche di vario tipo a un elenco sterminato di riferimenti a stampe/ristampe di storie e raccolte, disneyane e non, italiane e non, oltre che articoli, saggi, interviste, eventi e qualsiasi altra notizia riguardante questo indimenticabile autore.
Altrimenti, sfogliando velocemente l'INDUCKS per limitarci soltanto alla sua produzione disneyana, ci si può interessare a:
- i numeri 3, 15, 20 e 26 della testata "Capolavori Disney" dedicati a "Le grandi storie di Luciano Bottaro", usciti nei primi anni '90 per dell'Editore ComicArt, a cura di Luca Boschi;
- i "Maestri Disney" n. 3, 10, 16, 21, 26, 33, 37, usciti tra la fine degli anni '90 e il 2009 per la Disney Italia, anche questi a cura di Luca Boschi;
- il volume "Luciano Bottaro - un "gioviale" omaggio" con cui, nel 2006, la community del Papersera inaugurò la testata "La biblioteca del Papersera" (e fece in tempo ad omaggiare l'autore con il tributo);
- il volume "Grandi autori - Luciano Bottaro" (Speciale Disney n.102 del 2024) con cui, in tempi più recenti, la Panini, nella figura di Davide Del Gusto, ha selezionato alcune delle sue storie più significative;
- pubblicazioni straniere a lui dedicate, dove sono state scelte alcune sue storie epocali, corredate con un qualche apparato critico e iconografico.
Giusto a titolo di esempio, visto il successo dell'autore oltr'Alpe, indicherei i numeri 65, 66 e 67 della collana francese: "Les trésors de Picsou" dedicata ai grandi maestri del fumetto.
Ho deciso di riferirmi a questo mare magno di dati e informazioni allo scopo di selezionare alcuni contributi che mi sembrano utili a contestualizzare il disegno originale in mio possesso, vista l'abitudine di Bottaro (per i pochi che non ne fossero a conoscenza) di deformare i personaggi, tendenza nata già nel lontano 1960 con "Paperino e il razzo interplanetario" (come ben testimoniano le vignette qua attorno), ma esplosa soprattutto dell'ultima parte della sua carriera, dopo una parentesi di qualche anno passato lontano dai personaggi Disney.
Già sul finire degli anni '70, infatti, la produzione di storie disneyane dell'autore aveva iniziato a rallentare, probabilmente per colpa di qualche divergenza di vedute artistiche con la direzione di Topolino, di fronte ad un certo appiattimento delle storie che venivano pubblicate in quegli anni, ma anche per il continuo impegno di Bottaro con la produzione di storie richieste dal mercato francese. Basta pensare che, dopo "Paperinik e il paracadute ascensionale" del 1978, la storia successiva disegnata da Bottaro per Topolino è "Zio Paperone e il dollarfluid" del 1984. Quando però la licenza delle storie passò dallo storico editore Mondadori alla Disney Italia, Bottaro decise di interrompere ufficialmente ogni collaborazione con Topolino per una evidente incompatibilità con le strategie editoriali, compreso il problema dei diritti d'autore e della proprietà delle tavole originali disegnate dagli artisti, battaglia tutt'ora non risolta e che Bottaro fu tra i primi a intraprendere.
Bottaro torna a lavorare con topi e paperi solo nel 1993, con "Pippo e il video-esame", mantenendo fino al termine della sua attività, nel 2006, una produzione regolare di storie, di cui ne scriverà quasi sempre anche i testi, potendosi forse così concedere qualche sfizio creativo e libertà maggiori che in passato.
Anche se la sua ultima storia pubblicata è "Zio Paperone sul trabiccolo" (uscita postuma nel 2007 sul volume 33 de "I Maestri Disney"), la sua ultima storia uscita su Topolino settimanale è: "Pippo e la corona delle streghe", del 2005. Ed è con questa storia che di fatto Bottaro si accomiata dai suoi lettori e, forse soprattutto, dai suoi personaggi, scrivendo un epilogo estremamente delicato e poetico alla decennale bagarre tra Pippo e la strega Nocciola, sempre impegnata a cercare di convincerlo dei propri poteri magici.
Di seguito alcune simpatiche, ma toccanti, vignette della scena finale:
sabato 10 gennaio 2026
Terremoto Gottfredson
- nell'agosto del 1989, sul numero 235 della collana "New Comics Now" della casa editrice ComicArt (fondata da Alfonso Traina e che si avvalse, tra gli altri, della preziosa collaborazione di Luca Boschi);
- nel maggio del 2010, sul numero 30 della collana "Gli anni d'oro di Topolino", che ha pubblicato tutte le strisce di Gotffredson per l'editore RCS (sempre a cura di Luca Boschi, questa volta con Alberto Becattini).
lunedì 29 dicembre 2025
Strisce di Floyd Gottfredson #1 - Bozzetti per strisce PUBBLICATE - Mickey Mouse 1/2 (dal web)
L'attività di Floyd Gottfredson come disegnatore delle strisce giornaliere di Topolino sui quotidiani statunitensi durò per più di quartantacinque anni: i suoi disegni furono pubblicati dal 5 maggio 1930 al 15 novembre 1975.
Curiosamente, gli unici bozzetti di cui ho trovato delle immagini in rete, e che userò per questo post, sono collocati temporalmente proprio pochi giorni dopo l'inizio della sua attività di disegnatore e pochi giorni prima del termine della sua lunga carriera.
Strisce per "Topolino nella valle infernale"
Floyd Gottfredson iniziò la sua attività disneyana subentrando a Win Smith nella striscia del 5 maggio 1930 della storia: "Topolino nella valle infernale", che vediamo qui di seguito:
Daily strip del 3 giugno 1930 - Seconda vignetta
Daily strip del 4 giugno 1930
Daily strip del 5 giugno 1930
Daily strip del 6 giugno 1930
Daily strip del 7 giugno 1930
mercoledì 20 agosto 2025
Tavole incompiute o scartate #6: "Il Mistero dei Candelabri" di Giovan Battista Carpi (dal web)
"Il mistero dei candelabri"
Storia interamente scritta e disegnata da Giovan Battista Carpi, per parodiare il romanzo: "I miserabili" di Victor Hugo, uscita su Topolino 1743, 1744 e 1745 nel 1989.
Le tavole di questo post sono quasi sicuramente versioni scartate, non foss'altro che per l'inchiostrazione interrotta in corso d'opera.
La tavola scartata è ancora una volta la splash page introduttiva della storia, che qui di seguito vediamo affiancata alla versione finale pubblicata, in b/n per consentire un confronto migliore (entrambe le immagini sono prese dal già citato "I Disney Italiani", scritto da Boschi, Gori, Sani e pubblicato nel 1990 da Granata Press):
- i due candelabri che fanno da ornamento al titolo, non sono più uno per lato, a fare da ornamento statico, ma sono entrambi sulla destra e si trascinano dietro una scia di fumo, a dare un che di dinamico e misterioso alla scena;
- Paperone (Paperjean) si aggira sempre sospettoso, ma non ha più sottobraccio un bauletto, ma direttamente i due candelabri (che, vedremo in seguito, hanno un ruolo simbolico molto importante nella storia);
- Gambadilegno e Trudy (i coniugi Thenardier), che prima ridevano beffardi, assumono una posa cospiratrice che ben si confà al loro ruolo nella storia;
- la paperotta che interpreta Cosetta da piccola è rappresentata sempre nello svolgimento di faccende domestiche (anche se da trasportare un secchio la si vede ramazzare per terra), ma è l'espressione a cambiare, da più serena ad affranta e preoccupata;
- Paperino (Pontmercy) e Paperina (Cosetta da adulta) assumono una posa più solare (e un Cupido compare tra i due, a colpire Paperino); Cosetta inoltre subisce un leggero restyling, sia nei capelli, che da scuri diventano biondi, che nel vestito arricchito da più fiocchi e fronzoli;
- Javert (interpretato dallo stesso personaggio di Yanez nella saga di Sandopaper), che prima sta semplicemente camminando, assume una posa molto più minacciosa.
Episodio 1 - Tavola 21
La tavola scartata è la ventunesima del primo episodio, e cade a ridosso di un passaggio fondamentale dell'opera (tanto della parodia quanto del romanzo originale), quando Paperjean viene riportato da un gendarme a casa di un signore che gli aveva dato ospitalità (il Vescovo Myriel nel capolavoro di Hugo, un semplice viandante che lo aveva accolto nella propria casa nella parodia disneyana) e da cui era scappato, dopo avergli rubato l'argenteria.
Visto che prima del furto Paperjean si era confidato apertamente con il signore, raccontandogli tutta la sua vita e disavventure, e questi lo aveva preso in simpatia, è proprio quest'ultimo a decidere di dargli una possibilità per redimersi: nega che si fosse trattato di un furto e convince il gendarme non solo che si era trattato di un regalo, ma che in più Paperjean si era dimenticato di portare con sé il dono di due preziosi candelabri d'argento, che diventano così il simbolo del riscatto di Paperjean nel corso della storia. Tanto che, come abbiamo visto con la tavola precedente, portano Carpi addirittura a cambiare l'intero titolo della storia.
Ecco la tavola scartata affiancata a quella pubblicata:
| (Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista) |
L'interruzione dell'inchiostratura dopo due sole vignette lascia intendere che probabilmente Carpi non era soddisfatto di come era stato reso questo punto cruciale, quando il signore realizza di avere l'opportunità per cambiare lavita di Paperjean. Così, dall'espressione un po' perplessa e meditabonda, il generoso vecchietto viene ridisegnato con un'espressione sveglia e presente, e anche nella seconda vignetta, dove prima dava le spalle al lettore, si vede il suo volto decisamente entusiasta.
Quella in questione è ora la vignetta quadrupla che costituisce la parte superiore della tavola 32 del primo episodio, qui riportata interamente nella versione pubblicata:
Escluderei la pista di una fotocopia effettuata nel corso di un rifacimento d'autore perché le modifiche sono quasi impercettibili e non rientrerebbero nel modus operandi che abbiamo visto avere Carpi in queste circostanze.
Guardando solo le parti inchiostrate, le differenze principali sono nell'acciottolato della strada, nella grondaia che scende nel muro in ombra alla destra di Paperone, in alcuni pipistrelli alla destra del comignolo della casa centrale, nel tipo di sagomatura del vetro rotto della vetrina sottostante, in alcuni dettagli delle due botti e scatole di legno presenti nella scena, e poco altro.