"Il mistero dei candelabri"
Storia interamente scritta e disegnata da Giovan Battista Carpi, per parodiare il romanzo: "I miserabili" di Victor Hugo, uscita su Topolino 1743, 1744 e 1745 nel 1989.
Le tavole di questo post sono quasi sicuramente versioni scartate, non foss'altro che per l'inchiostrazione interrotta in corso d'opera.
La tavola scartata è ancora una volta la splash page introduttiva della storia, che qui di seguito vediamo affiancata alla versione finale pubblicata, in b/n per consentire un confronto migliore (entrambe le immagini sono prese dal già citato "I Disney Italiani", scritto da Boschi, Gori, Sani e pubblicato nel 1990 da Granata Press):
- i due candelabri che fanno da ornamento al titolo, non sono più uno per lato, a fare da ornamento statico, ma sono entrambi sulla destra e si trascinano dietro una scia di fumo, a dare un che di dinamico e misterioso alla scena;
- Paperone (Paperjean) si aggira sempre sospettoso, ma non ha più sottobraccio un bauletto, ma direttamente i due candelabri (che, vedremo in seguito, hanno un ruolo simbolico molto importante nella storia);
- Gambadilegno e Trudy (i coniugi Thenardier), che prima ridevano beffardi, assumono una posa cospiratrice che ben si confà al loro ruolo nella storia;
- la paperotta che interpreta Cosetta da piccola è rappresentata sempre nello svolgimento di faccende domestiche (anche se da trasportare un secchio la si vede ramazzare per terra), ma è l'espressione a cambiare, da più serena ad affranta e preoccupata;
- Paperino (Pontmercy) e Paperina (Cosetta da adulta) assumono una posa più solare (e un Cupido compare tra i due, a colpire Paperino); Cosetta inoltre subisce un leggero restyling, sia nei capelli, che da scuri diventano biondi, che nel vestito arricchito da più fiocchi e fronzoli;
- Javert (interpretato dallo stesso personaggio di Yanez nella saga di Sandopaper), che prima sta semplicemente camminando, assume una posa molto più minacciosa.
Episodio 1 - Tavola 21
La tavola scartata è la ventunesima del primo episodio, e cade a ridosso di un passaggio fondamentale dell'opera (tanto della parodia quanto del romanzo originale), quando Paperjean viene riportato da un gendarme a casa di un signore che gli aveva dato ospitalità (il Vescovo Myriel nel capolavoro di Hugo, un semplice viandante che lo aveva accolto nella propria casa nella parodia disneyana) e da cui era scappato, dopo avergli rubato l'argenteria.
Visto che prima del furto Paperjean si era confidato apertamente con il signore, raccontandogli tutta la sua vita e disavventure, e questi lo aveva preso in simpatia, è proprio quest'ultimo a decidere di dargli una possibilità per redimersi: nega che si fosse trattato di un furto e convince il gendarme non solo che si era trattato di un regalo, ma che in più Paperjean si era dimenticato di portare con sé il dono di due preziosi candelabri d'argento, che diventano così il simbolo del riscatto di Paperjean nel corso della storia. Tanto che, come abbiamo visto con la tavola precedente, portano Carpi addirittura a cambiare l'intero titolo della storia.
Ecco la tavola scartata affiancata a quella pubblicata:
(Immagine della tavola presa dalla pagina di Comic Art Fans di un collezionista) |
L'interruzione dell'inchiostratura dopo due sole vignette lascia intendere che probabilmente Carpi non era soddisfatto di come era stato reso questo punto cruciale, quando il signore realizza di avere l'opportunità per cambiare lavita di Paperjean. Così, dall'espressione un po' perplessa e meditabonda, il generoso vecchietto viene ridisegnato con un'espressione sveglia e presente, e anche nella seconda vignetta, dove prima dava le spalle al lettore, si vede il suo volto decisamente entusiasta.
Quella in questione è ora la vignetta quadrupla che costituisce la parte superiore della tavola 32 del primo episodio, qui riportata interamente nella versione pubblicata:
Escluderei la pista di una fotocopia effettuata nel corso di un rifacimento d'autore perché le modifiche sono quasi impercettibili e non rientrerebbero nel modus operandi che abbiamo visto avere Carpi in queste circostanze.
Guardando solo le parti inchiostrate, le differenze principali sono nell'acciottolato della strada, nella grondaia che scende nel muro in ombra alla destra di Paperone, in alcuni pipistrelli alla destra del comignolo della casa centrale, nel tipo di sagomatura del vetro rotto della vetrina sottostante, in alcuni dettagli delle due botti e scatole di legno presenti nella scena, e poco altro.
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