Nell'acquisto di tavole originali ci sono varie direzioni che un collezionista può prendere, ad esempio dedicandosi esclusivamente all'acquisto di tavole pubblicate, oppure con un'apertura verso le commission (in cui, volendo, si potrebbero far rientrare anche i disegni da fiera) o, ancora, verso qualsiasi altro tipo di studio o prova realizzato dal disegnatore nel corso del suo lavoro.
In quest'ultimo ramo di collezionismo rientra tutto ciò che viene prodotto da un artista durante il work in progress necessario a creare una storia, e cioè soprattutto:
- bozzetti (tipicamente a matita, ma anche a pennarello o con tecniche miste), ovvero disegni preparatori con cui si iniziano a studiare a tavolino le caratteristiche di eventuali nuovi personaggi, oppure alcune espressioni o pose particolari che i personaggi devono assumere, o le inquadrature e mise en espace delle scene descritte in sceneggiatura oppure ancora, se il disegnatore si occupa anche della sceneggiatura, come andranno divisi gli spazi della tavola nelle singole vignette che la andranno a comporre... e così via fino ad arrivare al vero e proprio layout o storyboard definitivo;
- tavole definitive a matita, qualora l'inchiostratura venga fatta su un altro foglio (lucido o in trasparenza) o in digitale;
- eventuali tavole scartate, ogni qual volta una determinata pagina viene rifatta alla luce di qualche errore, ripensamento o semplice insoddisfazione da parte dell'artista. Possono essere del tutto inchiostrate, qualora lo scarto sia avvenuto al termine della realizzazione, oppure in parte a matita e in parte ripassate a china.
Qui bisogna prestare particolare attenzione a quei casi in cui la tavola è stata semplicemente rifatta per il mercato del collezionismo dall'autore stesso: mentre di solito questo può dar vita ad una riproduzione quasi indistinguibile dall'originale (ad esempio, Chierchini aveva fatto qualcosa del genere per una prima pagina de: "La disfida di Paperetta", come testimoniato in questa vecchia discussione sul forum del Papersera), in altri casi (come, vedremo, con Carpi) il rifacimento è fatto in modo diverso, variando palesemente alcuni dettagli in modo da venire riconosciuto... anche se, a questo punto, in assenza di informazioni certe l'esemplare potrebbe anche essere scambiato per una tavola scartata!
- "Topolino e l’incredibile mondo proverbiale", scritta da Fabio Michelini e disegnata da Luciano Gatto nel 1995 (sprovvista di lettering e senza più una sceneggiatura, dopo una petizione per tentarne il recupero, la storia è stata completata in maniera amatoriale dagli appassionati del Forum del Papersera nel 2012 e resa disponibile alla lettura dal suo disegnatore sul proprio sito);
la storia dipinta di Giulio Chierchini/Moreno Chisté: "Papertap, la pistola più veloce del west" del 1994 (di cui circolano da anni alcune tavole, come quella il cui dettaglio è riportato a fianco, e vignette sfuse, senza che si abbiano informazioni sulla sceneggiatura o immagini della storia completa);
la storia del 1994: "Il Teatro Alambrah presenta Tuttosà e Chebestia?" (v. vignetta a lato, presa dal blog disneycomicguide), con soggetto e sceneggiatura di Lello Arena e Francesco Artibani e disegnata da Giorgio Cavazzano. Questa storia era stata pensata per chiudere il ciclo "Il Teatro Alambrah presenta", scritto dagli stessi autori e disegnato, oltre che dallo stesso Cavazzano, anche da Silvia Ziche. In questo caso sarebbero anche disponibili sia le tavole che la sceneggiatura, ma il tutto rimane custodito dagli autori in quanto l'editore non ha più dimostrato interesse a pubblicarla.
Anche se non è una condizione così vincolante, si potrà notare che un comune denominatore di tutte queste tavole è l'assenza del lettering nei baloon e nelle didascalie, in quanto questo veniva aggiunto solo quando la storia veniva consegnata.
Ciò ovviamente è vero solo per le tavole dell'era pre-digitale (che comunque sono la grande maggioranza delle tavole in circolazione), dato che da un certo punto in poi, attorno ai primi anni 2000, il lettering ha iniziato ad essere aggiunto al computer, per cui la sua eventuale assenza in una tavola potrebbe non voler dire nulla. Un esempio in questo senso è quello delle storie Disney per la Coop, incentrate sul pipistrello Kiro e disegnate da Corrado Mastantuono e da Stefano Intini, ed è probabile che mi venga in mente proprio questo perché in passato ho posseduto la tavola riportata a lato.
Comunque sia, da un certo punto in poi anche i disegni hanno iniziato ad essere prodotti in digitale, a volte solo a livello di "inchiostrazione", ma a volte anche nella produzione delle "matite", per cui la tavola originale stessa ha iniziato a sparire come oggetto fisico... ma questa è un'altra storia che per il momento non ci interessa.
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